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ENI in Russia

ENI in Russia - Ovvero la capitolazione della compagnia di bandiera strategica e fiore all'occhiello dell'Italia - ENI continua a perdere soldi per causa del fattore disturbo

Putin su ENI: Siamo sicuri che i dirigenti ENI capitoleranno senza battere ciglio le ragazze russe se li stanno già lavorando presto avremo tutti gli accordi sottoscritti e senza obiezioni da parte loro
Putin su ENI
Siamo sicuri che i dirigenti ENI capitoleranno senza battere ciglio le ragazze russe se li stanno già lavorando presto avremo tutti gli accordi sottoscritti e senza obiezioni da parte loro

Che centri o non Berlusconi nelle faccende che andrò ad esporre è irrilevante; da tempo Le due compagnie italiane dell'energia, ENEL ed ENI, in Russia altro non fanno se non che rimetterci un sacco di soldi.

Molti penseranno, ma come? Abbiamo sempre letto nei quotidiani italiani dell'amicizia e dei grandi affari "in pompa magna" che ENI ha in terra russa e dei grossi investimenti fatti in Federazione Russa con la Gazprom.

Eni e Gazprom un sodalizio perfetto

Quanti di voi ricorderanno Silvio Berlusconi a San Pietroburgo, Valdaj e Sochi, quando correva a firmare i contratti invitato da Putin alla dacha od in brevi week-end di villeggiatura

Ebbene non solo Berlusconi ma anche dirigenti e responsabili delle due compagnie ENI ed ENEL sono stati circuiti dai russi con il sistema, oramai collaudato, in voga sin dai tempi del famoso dossier Mitrokhin, lo schema è classico; Putin oppure i dirigenti Gazprom invitano i loro omologi italiani, gli organizzano festini a base di caviale e gnocca così costoro firmano gli accordi senza conoscere i pericoli delle clausole e delle penali. Praticamente i russi han trovato dei coglioni che firmano tutto, ma senza capirci nulla. In questa impresa sono poi supportati da una serie di personaggi italiani con passaporto russo e che stanziano tra l'Italia e Mosca, questi lavorano per gli interessi della Federazione Russa ed a discapito del Bel Paese (cosa non si farebbe per una boccata di ossigeno).

Ricorderete, negli inverni passati, quando l'Ucraina bloccò le vie del gas verso l'Europa; ebbene in quei momenti si stava giocando una partita a scacchi, era lo schema di un'apertura ben collaudata ed appositamente creato per mettere dalla parte del torto il gigante dell'energia, ENI. Sì perché la dirigenza della grande impresa multinazionale aveva sottoscritto accordi che prevedono penali nel caso che non rispetti i budget di approvvigionamento. Questi idioti dall'immagine sempre sorridente, giungono in Russia in doppio petto, stringono la mano ai loro colleghi russi, quelli che pensano essere dei partner ma che in realtà remano contro e non aspettano altro per fregarli. E' così che dopo aver sorriso sotto ai riflettori delle telecamere ed aver firmato e sottoscritto dei contratti capestro, vengono portati a suggellare l'evento in splendidi posti fuori mano (per la stampa) dove portanno deliziarsi assaggiando prelibatezze russe: Avvenenti gnocche (donnine facili ed escort professioniste), caviale e festini a base di bunga bunga all'italiana. Ecco i veri rapporti tra le due grandi "E" italiane, ENEL ed ENI, e la russa Gazprom.

La situazione attuale è che Gazprom sta massacrando ENI con tutta una serie di ricorsi a livello giudiziario internazionale, per non aver rispettato le clausole sottoscritte nei suddetti accordi. Cosa eclatante e che fa sbudellare dalle risate, è il fatto che adesso l'ENI dovrà pagare una penale, di circa 600 milioni di euro, per non aver importato gas quando il Paese di transito, l'Ucraina, aveva bloccato i gasdotti.

In questo preciso istante i dirigenti ENI - gli stessi di cui parlavo prima, cioè quelli che al tempo delle firme erano belli e sorridenti sotto le luci dei riflettori, delle telecamere e dei flash fotografici - hanno la fronte sudata, le cravatte allentate e le camicie un po' fradicie; sono in Russia a firmare altre carte, ovviamente sempre in cirillico, così non ci capiranno comunque una cippa e rimarranno fregati per l'ennesima volta. Il loro tentativo è quello di porre fine a tutta una serie di ricorsi internazionali presentati dal gigante dell'energia Gazprom, a seguito del non aver rispettato gli accordi sottoscritti (da ENI). Cosa stiano firmando in questo momento ovviamente è segretissimo, come segreto è il prezzo del gas; un segreto industriale per coprire le vergogne e dare un immagine positiva nei confronti degli investitori e dello Stato italiano. Mi è giunta voce (quindi il segreto è fino ad un certo punto) che le richieste della Gazprom per modificare i contratti e rinunciare alle pretese ed agli atti giudiziari, siano le seguenti:

  • incondizionata cessione da parte di ENI di buona parte o tutte le quote in suo possesso della tedesca Schwedt, azienda dagli immensi profitti e di importanza strategica;
  • cessione incondizionata alla stessa Gazprom di gran parte della rete dei gasdotti in Italia, attualmente in mano ad ENI ed alle sue controllate.

Le trattative sono tutt'ora in corso a Mosca. Ieri i dirigenti ENI sono stati accolti con le solite accortezze che i russi hanno per l'imprenditoria italiana; ossia delle avvenenti ragazze russe gnocche che, stando alla migliore tradizione, già si stanno lavorando questi gonzi per far si che arrivino alla resa senza opporre alcuna resistenza. Le suddette ragazze russe sono esperte in queste delicate faccende; i dirigenti ENI, con la bava alla bocca, firmeranno tutto ed ancora senza leggere e senza dar peso a clausole e penali.. Ovviamente gli accordi che scaturiranno da questo incontro saranno tenuti segreti.

Terremo comunque i lettori aggiornati sulla situazione; abbiamo sul posto alcune persone fidate che ci riferiscono ogni singola parola, ogni singola situazione, ed i minimi particolari in ambito di questo incontro speciale.

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